LALLO 25 FEVER

Il Re Mida di Gucci rivoluziona il fashion con il suo genio, ribaltando le regole del gioco imposte dalla “Instagram Revolution”

48bedbb1ae2d8649a114426fbedf542f

La società dell’apparenza, in cui il post giusto sul profilo Instagram giusto può rivoluzionare la forma mentis della comunità, costringe ogni individuo a ricalcolare e a rimodellare la propria vita sulle sue regole. Sorge quindi spontaneo interrogarsi su cosa e quanto sia rimasto del “vecchio mondo” pre social. Sorge spontaneo farlo anche in ambiti che cavalcando l’onda hanno potuto raggiungere un pubblico (e quindi dei consumatori) nuovi, che precedentemente si sarebbero avvicinati diversamente e più superficialmente a certi mondi, ad esempio la moda. Da sempre vittima di stereotipizzazioni, continua ad aprire dibattiti sulla sua dignità artistica, finendo sempre, in un modo o nell’altro sulla bocca di tutti, anche di chi con la moda ha sempre avuto poco a che fare. Un po’ meretrice e schiava dello sporco denaro tuttora solleva questioni intellettualmente solleticanti.

La moda è arte? La risposta è: Alessandro Michele. Visionario creative director di casa Gucci, si è imposto immediatamente all’attenzione mondiale per le sue creazioni. Con autoironia e intelligenza è diventato l’effettivo volto del marchio, particolarmente apprezzato non solo per il talento ma anche per quel suo aplomb pacato che tanto lo caratterizza. Basta dare un’ occhiata alla sfilata della collezione autunno-inverno 2018/2019, organizzata in un ospedale, dell’ultima fashion week milanese per rendersi conto dell’immensa potenza delle sue idee. Capace di rappresentare culture diverse, sentimenti contrastanti e rivoluzionari, con l’atmosfera cosmopolita che sempre ha caratterizzato il colosso Gucci, ora Alessandro Michele è riuscito a riportare la moda agli antichi splendori in cui era indubbia la sua artisticità, intrecciata con le altre forme d’arte. Teste mozzate, terzi occhi e draghi sono solo un elemento di uno show che ha lasciato tutti a bocca aperta. Le diverse linee portate in passerella vogliono rappresentare tanti e vari aspetti dell’umanità in genere, dalla religione a tradizioni antropologiche e culturali opposte, in modo tale che chiunque possa sentirsi rappresentato in un’immagine, che seppur eccentrica, raggiunge la globalità. 

gucci fw18

Posiamo lo sguardo anche sul book della collezione Pre-Fall 2018, intitolato “Disturbia” e scattato sui set principali dei film del regista Dario Argento, il fotografo designato da Gucci, Peter Schlesinger si ispira al lato più oscuro del cinema italiano. Il cinema, storico accompagnatore della moda, in questo caso diventa vera e propria colonna portante di un immaginario artistico di riferimento, ma sempre con innovazione ed estrema originalità. L’uso del rosso è magistrale e sarebbe riduttivo limitare un simbolismo e un’architettura artistica così ricca nello scaffale “solo moda”. Parallelamente al book della Pre-Fall 2018, non si può tralasciare la campagna e il fashion film realizzato da Glen Luchford, il quale ci riporta nella Parigi rivoluzionaria del ’68, dove i giovani universitari ribelli rivendicavano i loro diritti.

DiaryHeroArticle_Disturbia-02_001_Default

VideoEditorialStandard_S83-Campaign-NO-GCC_001_Default

E, infine, perché non spendere due parole riguardo il suo look per la serata del Met Gala? Il tema dell’evento è sicuramente stato congeniale allo stilista che ha potuto cogliere la palla al balzo e mostrare al mondo intero come, nella sua articolata visione, anche la spiritualità possa essere fonte d’ispirazione, grazie anche agli amici Jared Leto e Lana Del Rey con i quali ha portato in scena una sorta di sacro trittico moderno.

Lo stilista, da effettivo artista, ruba dall’arte stessa e dalla vita e scrutando nel quotidiano, con continua ed infinita ricerca, la estremizza nelle sue più profonde contraddizioni, sottolineandone le sfumature, a volte scioccanti, inquietanti anche, creando contrasti di forme e colori capaci di trasmettere un senso di vertigine e giramenti di testa. Anche per i profani è chiaro come Alessandro Michele sia una rivoluzione, una mente artistica profonda, completa, complessa, stratificata, sensibile, in continuo movimento ma allo stesso tempo anche precisa e mai banale. Una tale ricchezza non può più essere marchiata con i classici stereotipi del fashion. Merita di essere liberata dalla gabbia dorata della frivolezza per essere finalmente rimessa al suo posto, nell’Olimpo delle Arti.

– Alice Segala