Come ogni anno, anche l’edizione 2019 de iSaloni del Mobile di Milano si è dimostrata un’imperdibile esperienza di progetti e collaborazioni rivoluzionarie che, oltre la sede base dell’evento, ha anche coinvolto diversi altri satelliti nella città, e la fiera dell’illuminazione Euroluce.

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Si dice che iSaloni (9 – 14 Aprile) sia la settimana più vivace della Milan Design Week, quando non solo architetti e deisgners d’interni, ma perfino marchi di moda e tecnologia s’impegnano nel creare competitive e indimenticabili esibizioni in giro per Milano. Lo scopo è appunto rompere gli schemi, rivoluzionare. E tra tanta scelta offertaci da quest’edizione 2019, vi proponiamo una selezione di 5 brand che a nostro parare sono riusciti meglio in quest’intento!

 

I 5 STAND CHE HANNO ROTTO GLI SCHEMI

Il primo nome non sarà sicuramente sorprendente o inaspettato. Design Holding ha infatti indubbiamente rubato la scena a iSaloni Milano, con quello che si dice sia il più grande stand delle ultime edizioni della fiera. Lo spazio ha infatti ricoperto 4000 metri quadri e segna la prima esibizione del gruppo Design Holding, formato solo nel Settembre 2018.

 

Il gruppo di mobili e illuminazione include i tre brand B&B Italia, Flos e Louis Poulsen e lo stand ha esibito collezioni di tutti e tre. E nelle parole di Piero Gandini, di Flos, lo scopo non era certo creare lo stand più grande, ma semplicemente avere abbastanza spazio per mostrare al meglio ciò che il marchio ha da offrire. Un marchio che è al momento il  più grande gruppo di design di lusso europeo, e che mira a continuare a crescere. Anche seguendo il trend che ha trascinato il mondo della moda negli ultimi anni e che ora sta coinvolgendo quello del design, e cioè il continuo consolidamento dei marchi di design di lusso in grandi conglomerazioni.

 

Ancora non sappiamo quali siano i marchi che da qui alla prossima edizione saranno venuti a far parte del conglomerato Italo-Danese, e allo stesso modo si nutrono sentimenti contrastanti su questo accentramento di marchi di moda e design altrimenti separati e indipendenti. Ma è certamente innegabile che Design Holding quest’anno abbia portato la competizione ai iSaloni su un altro livello.

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La fiera del Mobile ci ha portato anche un altro stand inspirato all’intreccio di moda e design con Life in Vogue di Vogue Italia, i cui uffici sono stati occupati da ben otto designers e architetti – tra cui Massimiliano Locatelli e David/Nicola – che in quest’edizione hanno dovuto dare la loro interpretazione. Gli uffici di Vogue sono quindi stati aperti al pubblico per tutta la durata della settimana del Design, lasciandoci ammirare per l’ennesima volta il perfetto mix di tessuti, arte ed illustrazioni, e forme e materiali inusuali.

 

Inusuali, oltretutto, sono stati anche i materiali dell’esibizione mista di Ro Platisc – Master’s Pieces, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano. L’esibizione fa parte dell’iniziativa Guiltless Plastic – Plastica Innocente – di Rossana Orlandi, e include nella sua collezione opere di Piet Hein Eek, Brodie Neill e Formafantasma.

 

Quest’esibizione è avvenuta in parallelo al premio Ro Plastic e vince senz’altro la categoria attualità, portandoci una collezione che per l’ennesima volta ci dimostra quanto siano compatibili design e sostenibilità. Ma che oltretutto serve a dimostrarci quanto in realtà la plastica sia al momento la più importante e moderna delle materie prime, e a ricordarci il sopruso che ne facciamo trattandola come rifiuto piuttosto che come risorsa.

 

Molto simile è anche il messaggio di Broken Nature, curata da Paola Antonelli del dipartimento di architettura e design del MOMA, che con più 120 progetti approfondisce i danni portati al nostro rapporto con la natura e i diversi modi per recuperarlo. Il nome “Design Takes on Human Survival” è un altro esempio di come il design abbia l’incarico e la piena capacità di adattarsi all’ingegnosità della sopravvivenza umana, e di reinventarsi per riparare il nostro complicato rapporto con la natura, e di conseguenza con noi stessi.

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Complessa ma incredibile è stata invece l’esibizione di COS, “Conifera”. L’architetto francese Arthur Mamou-Mani ha ideato quest’installazione di 700 bio-mattoni in legno opaco e plastica creati con una stampante 3D, che si estendono dal cortile di Palazzo Isimbardi fino al giardino. L’idea è che i diversi materiali e finiture possano dare l’illusione di un’installazione in movimento. Il marchio di moda ha decisamente messo alla prova la propria – perfetta – affinità con arte, design e architettura, dedicandosi ad una collezione che non vuole attirare l’attenzione ma che celebra invece la bellezza e raffinatezza della struttura.

 

Il punto di Conifera, ma in realtà anche delle altre esibizioni, è stato appunto quello di evitare la celebrazione di moda e design come entità a se stanti. Ma di provarne e dimostrarne la perfetta e organica compatibilità con tecnologia, innovazione e ricerca. Di ricreare una esperienza emotiva piuttosto che un’ambiziosa e narcisistica esibizione, solo fine a se stessa. Ogni esibizione di questo iSaloni sembra fungere da trampolino di lancio per il futuro, e i confini tra design, architettura, moda, arte e tecnologia si prospettano sempre più sfumati.

– di Sara Lindgren

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Posted by:Sara F. Lindgren